La nostra storia
Bruno Bressan, nostro padre
Al centro di questa storia c'è Bruno Bressan. Per una vita intera le sue mani hanno plasmato la ceramica: ha imparato a conoscere ogni impasto, ogni tempo di essiccazione, ogni sfumatura di colore, molto prima che tutto questo diventasse un mestiere di famiglia.
Inizia a lavorare giovanissimo, a soli 14 anni, come operaio in una ditta di ceramiche di Marostica. Dopo dieci anni sul campo ne diventa responsabile — ma non si ferma qui: insieme all'amico Francesco Muttin decide di mettersi in proprio, aprendo un piccolo laboratorio di ceramica sotto casa. Negli anni '70 i due costruiscono il capannone di Pianezze in cui l'azienda si trova ancora oggi, dando vita a Ceramiche Artistiche "BreMu" — il nome che unisce le famiglie Bressan e Muttin.

La nostra storia
I suoi riconoscimenti
Il suo impegno non è passato inosservato: nel corso degli anni Bruno è stato riconosciuto più volte dalla Camera di Commercio, dal Comune e dall'Associazione Artigiani di Vicenza — testimonianze concrete di un lavoro che ha saputo farsi conoscere ben oltre i confini di Pianezze:

Medaglia d'Oro, Camera di Commercio di Vicenza, 8 settembre 1976 — per i meriti nel commercio con l'estero (l'azienda si chiamava allora Ceramiche Artistiche "Bre=Mu"). - La società BreMu dura ventiquattro anni. Nel 1988 Bruno avvia una nuova attività: nasce così Ceramiche Bressan C2, la stessa azienda — con lo stesso nome — che portiamo avanti ancora oggi.

"Dirigente Artigiano Benemerito", Associazione Artigiani di Vicenza, 17 marzo 1990 — a Bressan Bruno. 
15ª Mostra dell'Artigianato, Mandamento di Marostica — attestato di partecipazione, 1991. 
Mostra dell'Artigianato, ex Opificio "Baggio", Marostica — edizione del trentennale, 2007, come Ceramiche Bressan C2 di Bressan Bruno & Figli (Giovanni e Luca). 
Bruno Bressan riceve un riconoscimento.
Oggi
Bruno non c'è più, ma ogni volta che un nuovo pezzo viene dipinto a mano nel nostro laboratorio, in qualche modo la sua storia continua. Oggi la famiglia Bressan porta avanti a Pianezze la stessa cura artigianale e lo stesso legame con il territorio che lui ha coltivato per tutta la vita: le stesse mani, cambiate di generazione in generazione, la stessa attenzione a ogni dettaglio, in ogni pezzo che esce dal laboratorio.
È un'eredità che non si conserva in una vetrina, ma nel gesto quotidiano di chi, ancora oggi, continua a lavorare la ceramica con la stessa cura di allora.